martedì 18 gennaio 2011

BELLISSIMO CONVEGNO a COSSIGNANO sulla difesa del paesaggio-legge di iniziativa popolare

Si è svolto la scorsa domenica 16 gennaio  a Cossignano, lo straordinario convegno sulla presentazione di proposta di legge di iniziativa popolare sulla difesa paesaggistica e governo del territorio delle marche. In un'aula gremitissima di gente molto attenta e motivata, si sono succeduti gli interventi del sindaco Roberto De Angelis che ha illustrato i problemi dei piccoli amministratori, della prof.ssa Olimpia Gobbi con una appassionatissima presentazione del problema (magistrale intervento)  e un chiarissima illustrazione dei punti salienti della legge  illustrati dall'architetto Picciafuoco.  In questa scaletta di interventi programmati ha fatto la sua capatina anche l'assessore regionale Donati (non invitato quale relatore) , il quale ha elencato le deleghe innumerevoli del suo assessorato senza peraltro aggiungere alcun impegno formale e ufficiale a riguardo del tema del convegno. Numerossissimi gli interventi del pubblico ad indicare, se ce ne fosse ancora bisogno, dell'interesse che questo argomento riveste presso la popolazione.

lunedì 10 gennaio 2011

A COSSIGNANO UNA RIUNIONE PER PRESENTARE UNA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE SULLA SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE delle MARCHE

Il prossimo 16 gennaio 2011, domenica, alle ore 17, presso la sala delle Culture del Comune di Cossignano, si terrà la prima importante presentazione a livello regionale , della proposta di legge di iniziativa popolare sulla salvaguardia del Paesaggio delle Marche.
Vi aspettiamo numerosi per capire di cosa si tratta e per discutere dei molti problemi che la nostra regione sta incontrando nella difesa del paesaggio, alla luce delle attuali difficoltà normative, politiche, economiche contingenti.
Certi che si tratterà di materia molto importante per tutti noi e per i nostri discendenti, ci incontreremo a Cossignano!!!

venerdì 10 dicembre 2010

Colline ricoperte dal fotovoltaico: a Monsampolo i cittadini si ribellano

Dal http://www.rivieraoggi.it/ del 21 novembre 2010

Bellissimi paesaggi che rischiano di vedere compromessa la propria anima. Tutto questo è giusto? È energia alternativa oppure è uno scempio? Per un gruppo di residenti è buona la seconda: partono i ricorsi


di: Oliver Panichi 21 novembre 2010 @13:10MONSAMPOLO – Un nuovo campo fotovoltaico che cambia l’anima delle splendide colline (ce le invidiano tutti, ma forse non sappiamo tutelarle abbastanza?) fra Acquaviva, Monsampolo e Monteprandone.

Una nuova distesa di pannelli fotovoltaici al posto delle colture, delle vigne, del paesaggio, ben 3300 pannelli dalla potenza installata di 792 kilowatt.

Secondo quanto riferisce una nota diffusa dai residenti della zona, la notizia dell’installazione sarebbe diventata di pubblico dominio solo con l’arrivo delle ruspe. La proprietaria dell’appezzamento di terra come si fa in questi casi ha ceduto il diritto di superficie ad una società che vi ha costruito il maxi-impianto. A nulla è valsa una diffida firmata dalle 50 famiglie che abitano Valle Cecchina, la zona di Monsampolo a ridosso della cantina sociale. Ad agosto l’impianto è stato realizzato ed altri quattro, come si evince da permessi di costruire reperibili anche on line, sul sito del Comune, sono stati rilasciati nella zona tra Vallone e Valle Cecchina. Un totale di cinque impianti, autorizzati prima del 16 luglio 2010, quando sono entrate in vigore le linee guida della Provincia di Ascoli che mettevano un freno al “pannello selvaggio”.

I cittadini sottolineano che sarebbe bastato un giorno in più per impedirne la nascita: non per astio verso la libertà di impresa, non per un improvviso accesso di “sindrome Nimby” contro il necessario ricorso alle energie rinnovabili. Ma solo per il desiderio di tutelare il paesaggio splendido nel quale si vive, nel quale magari si sono acquistate abitazioni proprio per la rilassante visuale.

“Non siamo contro le energie verdi – spiegano i residenti, capeggiati da Gesidia Michelangeli – purché non vadano a deturpare la vocazione rurale e le meraviglie paesaggistiche del nostro territorio. Per questo abbiamo anche presentato, noi tre famiglie confinanti con l’impianto, un ricorso al Tar per chiedere che sia tutto smantellato”.

Il legale dei residenti, Gabriella Ceneri, sta valutando le autorizzazioni rilasciate per capire se l’impianto poteva essere realizzato con il solo permesso a costruire del Comune. E cita la legge 241/90 sulla trasparenza dell’agire amministrativo. “Il Comune – come spiega il legale – non ha convocato alcuna riunione con i residenti per spiegare ed illustrare questi progetti”.

PERCHE' NESSUNO HA SUGGERITO QUESTO ALLA REGIONE MARCHE?

Cari amici , a tutti coloro che ancora fanno finta di non capire che una soluzione migliore per produrre energia pulita esiste:  anziché coprire il paesaggio agrario delle nostre colline con i  mega impianti fotovoltaici che determinano una profonda ferita al suolo agricolo, al paesaggio, al turismo  e alla economia AGRICOLA (da cui tutti dipendiamo ancor più che dalla energia), perchè non pensare di installarli lungo l'autostrada?


Anche qui nelle Marche forse sarebbe bastato chiedere alla società Autostrade di consentire alle pubbliche Amministrazioni di avvalersi di questo spazio utilizzato dai pannelli fonoassorbenti per installare chilometri quadrati di pannelli fotovoltaici. Questa poteva essere una delle opere compensative da pretendere in cambio della concessione della terza corsia ma a nessuno dei nostri lungimiranti e avvedutissimi politici è mai venuto in mente. Sono lì ancora a battersi per installare tutto e solo e sempre in ambito agricolo.Che ci siano degli strani interessi dietro ?  A pensare male  si fa peccato ...ma spesso ci si azzecca (Giulio Andreotti)
Guardate questa immagine di pannelli fotovoltici sulla autostrada del Brennero! La provincia di Bolzano, la più "fotovoltaizzata d'Italia",  ha il completo divieto di qualsiasi installazione a terra su suolo agricolo. Gli unici pannelli ammessi solo quelli su strutture industriali, fienili, case, ecc

Si accettano commenti e suggerimenti.



martedì 2 novembre 2010

Fotovoltaico Über Alles: cronache dall’anno 2010

http://www.rivieraoggi.it/2010/11/01/104436/fotovoltaico-uber-alles-cronache-dallanno-2010/

Dal quotidiano online http://www.rivieraoggi.it/, riportiamo un bell'articolo di satira sull'installazione del fotovoltaico nelle campagne
dal settimanale Riviera Oggi numero 844 uscito in edicola il 25 ottobre

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 2010 venne ricordato come l’anno del boom del fotovoltaico all’italiana. Vediamo nel dettaglio quali furono le principali caratteristiche di questo periodo memorabile. Gli storici intanto continuano ancora ad arrovellarsi sulle etichette e sulle definizioni: “L’alba del silicio”, “il magico mondo delle colline a specchio”, “la consapevolezza dell’inutilità dell’agricoltura nell’economia globale”.

Cerchiamo qui di ricostruire e definire meglio quel periodo, consci della chiara lucidità di pensiero che solo la distanza temporale dai fatti può dare.

TRIONFO DELL’ECOSOSTENIBILE Protocollo di Kyoto, riscaldamento globale, energie alternative. Fino a quel momento rimanevano vuote parole, enunciazioni di principio buone solo per tarpare le ali alla preoccupante Cina. Certo, ci fu qualcuno che timidamente provò a limitare le coperture fotovoltaiche ai tetti, agli stadi, ai capannoni industriali. Ci furono cittadini e comitati che provarono a far riflettere dall’alto della loro saccenza anti imprenditoriale. Ma il Rinascimento del silicio li spazzò via. La nuova frontiera stava lì, sulle colline. Da lì venne la nostra libertà energetica. Perché limitarsi a un tetto quando possiamo prenderci il Mondo?

Le colline picene furono la Firenze di questo nuovo Rinascimento. Irregolari declivi un tempo ubertosi di inutili e polverosi frutti lasciarono spazio a morbide distese di specchi, piste di atterraggio per Ufo sponsorizzati dall’Enel, comode tettoie calorose sotto le quali i giovani che conoscevano l’Amore iniziavano a prendere confidenza con Cupido.

VIGNE? PUSSA VIA Le vigne divennero prima utili biomasse da bruciare, poi dei vuoti ricordi di un passato arcaico. Ecco il leit motiv dei fautori di sviluppo, che ringraziamo con ardore.

“La ricerca scientifica ci ha donato la polverina rossa solubile dalla quale ricavare tonalità di vino tannico e odoroso di bosco, degno di verbose dispute dialettiche fra sommelier. Basta con le vigne, basta con lo schiavismo delle vendemmie, basta con i trattori inquinanti che per giunta fanno pure rallentare i nostri Suv mentre mordono i tornanti ripani o le salite acquavivane”.

Parlarono così gli Illuminati campioni del fotovoltaico, l’innovativa classe imprenditoriale, i mecenati dei pannelli solari, disposti a sacrificare denari e terra per donare benessere ed energia a tutti, in primis a loro stessi. I maligni postcomunisti sibilavano “facile parlare di innovazione se hai gli incentivi statali”, ma erano solo stalinisti che non comprendevano quanto sia bella e brava Mamma Roma. Insensibili, in definitiva.

TURISMO DEL SILICIO Basta con la vuota retorica del paesaggio, basta con la polverosa coltivazione diretta, basta con gli agriturismi. Il nuovo turismo piceno divenne la terra promessa per frotte di esteti e studiosi di arte post-postmoderna. Colline futuristiche, lastricate di specchi neri e scintillanti, cellule di energia allo stato puro. La perennemente litigiosa Penisola aveva bisogno di regolarità, di uniformità di vedute. Le colline fotovoltaiche picene ne divennero l’emblema. Basta con le disparità, basta con le vigne di qua e i pomodori di là. Lastre di pannelli dappertutto, fu così che finalmente si compì il sogno risorgimentale dell’unità d’Italia. Dalle Alpi a Lampedusa, uniti nel silicio.

IL PROVERBIALE ALTRUISMO DEI PICENI Imprenditori alle prese con la crisi superarono la crisi, quella loro e soprattutto quella dei produttori di pannelli solari tedeschi di vecchia generazione, ormai obsoleti. Gli altruisti Piceni se li papparono tutti. Fu una fulgida prova del loro altruismo. Altrettanto si poteva dire rispetto alla Cina. Aiutammo il gigante asiatico a sfoltire la sua superproduzione di ortaggi al Ddt e di uva alla stricnina. La importammo tutta noi. Idem nel turismo. C’era troppa negatività nelle italiche genti di quel tempo, e si comprese che dipendeva dall’invidia delle nordiche popolazioni che buttavano i loro risparmi per godere (che ingenuità) dei colori delle colline picene. Intanto gli inglesi non acquistavano più i casolari in Toscana e in Umbria perché glieli stavamo vendendo noi. Non potevamo però fare questo ai fratelli centroitalici, ne avrebbero sofferto troppo. Per non cagionare invidia in loro, eliminammo la ragione del contendere. Troppo turismo, doniamolo ad altre popolazioni bisognose. Fu questo un altro atto di somma generosità. Il silicio guarì le nostre anime e i nostri portafogli. Perdemmo le coltivazioni tipiche, ma chissenefrega. Nei discount si trovava comunque di tutto e di più. I sapori erano ben diversi da quelli di prima? Chissenefrega, l’abitudine rende insensibile il palato. E il silicio invece gonfia il portafoglio.

Le cantine chiusero e si cominciò a bere vino rosso del Malawi e vino bianco del Kirghizistan. Nessuno morì di sete.

Il silicio ci aiutò, il silicio ci salvò. Ora lo comprendiamo appieno. Facciamo un brindisi con questo vino vietnamita, cari amici miei. E poi tutti a pranzo da me. Sformato di carciofini transgenici delle campagne texane, arrosticini di pecora che ha brucato erba sintetica, deliziosa minestra di pomodori all’antiruggine. E poi, chi vuole, un bel pisolino all’ombra del pannello. Evviva.

giovedì 22 luglio 2010

NON UCCIDETE I PARCHI NAZIONALI!!!

NON UCCIDETE I PARCHI NAZIONALI!

abbiamo ricevuto e pubblichiamo un accorato appello in difesa dei nostri parchi nazionali

In ogni nazione i parchi nazionali sono il simbolo delle politiche di conservazione e di sviluppo
sostenibile.
In tutto il mondo i parchi nazionali rappresentano i più importanti serbatoi di biodiversità.
In tutto il mondo cresce il numero dei parchi nazionali nella convinzione sempre più diffusa
dell’importanza del loro ruolo per la salvezza della vita dell’intero pianeta.
Da circa un secolo donne e uomini in tutta Italia si adoperano per istituire, vitalizzare, sostenere i
parchi nazionali e le altre aree naturali protette. Questa azione ha conseguito risultati straordinari:
oggi 23 parchi nazionali gestiscono e tutelano il 5% del territorio nazionale; si è sviluppato un
movimento di operatori, di studiosi, di gestori, di associazioni che per professionalità e spirito
collaborativo rappresentano una grande ricchezza per tutto il paese; si sono attivati nuovi e crescenti
flussi turistici anche internazionali; si sono diffuse metodologie originali ed efficaci di formazione
delle giovani generazioni. I riconoscimenti che provengono da tutto il mondo testimoniano
l’importanza del sistema italiano delle aree protette e in particolare dei parchi nazionali.
Malgrado gli scarsissimi finanziamenti pubblici - che negli ultimi anni si sono progressivamente
ridotti proprio mentre è cresciuto il numero dei parchi nazionali - questi risultati si sono potuti
ottenere grazie alla passione, all’abnegazione, alla capacità innovativa di quel movimento.
Ma l’attuale manovra finanziaria del Governo dimezza d’un solo colpo il contributo statale
all’insieme dei parchi nazionali portandolo da 50 milioni di euro a 25 milioni, cioè al costo di
un solo km della inutile e devastante autostrada romea (Mestre-Orte) attualmente al vaglio
della Commissione VIA!
Inoltre il previsto taglio dei finanziamenti alle Regioni finirà per incidere pesantemente
sull’insieme delle aree protette e in particolare sui parchi regionali.
Così nell’anno internazionale della biodiversità, mentre il Ministro dell’Ambiente sottolinea
ufficialmente il ruolo fondamentale che i parchi svolgono per la tutela della biodiversità, il
Governo, di cui quel Ministro fa parte, li paralizza, anzi li strangola: con un finanziamento
ordinario medio di appena un milione di euro a testa i parchi nazionali non potranno far
fronte alle spese obbligatorie, neanche a quelle per il personale, e sarà loro precluso l’accesso
alle risorse aggiuntive e in particolare ai fondi comunitari.
La volontà sembra quella di eliminare chi strenuamente difende e sostiene la natura e il
territorio.
La misura è ancor più grave perchè assume una dimensione che non riguarda solo il nostro Paese: la
conservazione della natura e del paesaggio è percepita come valore universale, la tutela della
biodiversità non si arresta ai confini nazionali.
Noi,
che da anni siamo impegnati sul fronte dei parchi,
che operiamo quotidianamente nella gestione di essi,
che amiamo i parchi e ne siamo fruitori,
denunciamo la drammatica situazione in cui i parchi nazionali italiani vengono ridotti,
ci impegniamo a rappresentare questa situazione in tutte le sedi opportune, nazionali e
internazionali,
esigiamo che i parchi in Italia continuino a vivere, a rafforzarsi, a svolgere la propria insostituibile e
splendida missione nell’interesse di tutti e soprattutto delle generazioni future.
16.7.2010
Per adesioni: graziani@unimc.it

martedì 20 luglio 2010

DECISIONI PROVINCIALI SU INSTALLAZIONI FOTOVOLTAICO IN TERRENO AGRICOLO

Da http://www.sanbenedetto.oggi.it/ del 18-7-2101
http://www.rivieraoggi.it/2010/07/16/96468/il-fotovoltaico-divide-tutti-politici-e-categorie/

ASCOLI PICENO – Energie sostenibili,fonti rinnovabili, protocollo di Tokyo, tutela ambientale. A livello teorico sono parole che piacciono a tutti. Poi nel concreto, sembra impossibile trovare un accordo. Sarà che ognuno ha le proprie idee, oppure che dietro al fotovoltaico si cela un business tale che molte cose non possono essere lasciate al caso.

Sta di fatto che tutti sono divisi. Maggioranza e sinistra radicale vogliono evitare una proliferazione selvaggia e un deturpamento del paesaggio, oltre che la diminuzione di terreno da adibire all’agricoltura, e convergono sul limite dei 20 kw . Più libertà e soglie meno rigide chiedono invece Pd, Udc e Idv, che nella tarda mattinata di oggi, in conferenza stampa , hanno voluto ribadire a chiare lettere il loro punto di vista: «lo scorso 9 luglio il governo ha gettato delle linee guida, che dovranno essere recepite nella legislazione regionale entro 90 giorni. A questo proposito sarebbe opportuno attendere e prendere in considerazione tali linee guida e quindi rinviare la variante normativa che il consiglio di oggi è chiamato a votare». «Contestiamo anche la metodologia con cui sta procedendo questa Provincia. – aggiungono – In tutte le riunioni di commissione abbiamo chiesto il parere dell’ufficio tecnico, che però non è mai arrivato (sarà reso noto ai consiglieri durante il consiglio, ndr). Se si crede veramente nel fotovoltaico non possono esserci questi freni, di cui al momento non se ne vede l’esigenza. Non siamo di fronte ad un rischio di proliferazione selvaggia; si stanno al contrario creando falsi fantasmi e non si incentivano le forme di energia rinnovabile. Qualora dovessero esserci speculazioni o problemi di questo genere saremo i primi a denunciarli. Il tetto di 20 megawatt è ridicolo». Dalla parte di Pd,Udc e Idv molti operatori di imprese di istallazione di impianti fotovoltaici, che temono perdite di commissioni e poco lavoro e che hanno protestato di fronte a Palazzo San Filippo con cartelli e striscioni. Sull’altro fronte maggioranza e sinistra radicale sono d’accordo nel fatto che le soglie indicate siano utili a tenere a bada un fenomeno che altrimenti rischia di dilagare. Con loro le associazioni di agricoltori e gli operatori agrituristici. «La tutela del territorio è fondamentale – dicono – per salvaguardare una provincia che produce il 70% del prodotto agricolo regionale, e anche da un punto di vista paesaggistico rappresenta una risorsa per il turismo e per l’ambiente».

Interviene il presidente Celani: « non capisco tutte queste divisioni: una materia importante come questa richiede un dibattito sereno. Abbiamo discusso per oltre 40 giorni su questi argomenti,. Il parere tecnico esprime note negative solo per due aspetti che possono essere modificati durante questo consiglio; per il resto non va in contrasto con il contenuto del documento che è stato presentato. Non vedo la necessità di ulteriori rinvii».